Lavoro in Veneto, incremento delle assunzioni a Treviso nonostante il clima di incertezza
In Veneto, nel mese di agosto, si registra una perdita di 7mila posti di lavoro rispetto al 2023. Tuttavia, la Provincia di Treviso registra un incremento di 1100 posizioni lavorative, con una crescita delle assunzioni del 4,3%.

Dopo l’incremento osservato a luglio, nel mese di agosto il mercato del lavoro veneto torna ad evidenziare segnali di rallentamento della crescita occupazionale.
I dati regionali, forniti dalla Bussola di Veneto Lavoro, segnalano infatti un calo di assunzioni pari al -2% e una perdita di 7mila posti rispetto al 2023. Secondo gli analisti è il risultato peggiore di quelli registrati negli ultimi anni. La battuta d’arresto (seppur fisiologica per la prevalenza delle cessazioni di rapporti di lavoro rispetto alle assunzioni) contribuisce al rallentamento della crescita occupazionale dell’intero 2024, che mantiene tuttavia un bilancio positivo con 77mila posti guadagnati nel periodo compreso tra gennaio e agosto.
Il saldo del periodo gennaio-agosto è positivo in tutte le province, ma in ridimensionamento rispetto all’analogo periodo del 2023. In particolare, la Provincia di Treviso registra l’ingresso di +1.100 posizioni lavorative.
Segnali di contrazione, invece, nei territori di Vicenza (-5,6%), Padova (-5,2%), Venezia (-2,1%) e Verona (-1,6%), mentre rimane sostanzialmente invariata a Belluno (-0,7%) e Rovigo (-0,6%). In controtendenza Treviso che rispetto ad agosto 2023 registra un aumento delle assunzioni del +4,3%.
Il settore maggiormente in difficoltà si conferma quello industriale: dopo il leggero recupero osservato a luglio, nel mese di agosto si osserva un calo delle assunzioni pari al -7% e una perdita di 5.400 posti di lavoro in essere, che è superiore a quella registrata nell’analogo mese del biennio precedente, fattore che contribuisce al ridimensionamento del bilancio del macrosettore nel periodo gennaio-agosto (+4.500).
L’industria metalmeccanica, in particolare, presenta un saldo sostanzialmente nullo e lontano dai livelli registrati nel biennio precedente (+3.300 nel 2023 e +5.500 nel 2022). Segnali di difficoltà si confermano anche in alcuni comparti del made in italy, quali tessile-abbigliamento, calzature, legno-mobilio e concia.
Dinamica positiva, invece, per l’industria della chimica e della plastica, che registra un saldo positivo, seppure di poco, e in miglioramento. Lieve ripresa anche per il comparto edilizio che mostra un saldo positivo e in linea con quello del 2023, nonostante il rallentamento dell’ultimo mese.
Nel terziario il saldo del 2024, trainato dai servizi turistici, si mantiene particolarmente elevato (+59.400), ma con segnali di rallentamento nel comparto della logistica.



