Occupazione, nel 2023 in Veneto quasi 44mila posti di lavoro in più
Prosegue su livelli elevati la crescita occupazionale in Veneto nell’arco del 2023, trainata principalmente da commercio e turismo. Miglior performance nella Città Metropolitana di Venezia, la quale registra +18.700 unità di lavoro.

Dopo la severa caduta del 2020 legata alla diffusione del Covid-19 si è assistito nel mondo e in Italia a una vivace ripresa economica, che ha interessato sia gli indici di produzione che gli andamenti del mercato del lavoro. A cavallo tra la fine del 2022 e l’inizio dell’anno in corso, infatti, si sono raggiunti i massimi livelli occupazionali, con un traino importante esercitato dal lavoro a tempo indeterminato.
Anche in Veneto, secondo l’analisi pubblicata da Veneto Lavoro nella Bussola di aprile 2023, continua il trend positivo: nel primo quadrimestre del 2023 il saldo tra assunzioni e cessazioni nei tre principali contratti risulta pari a +43.900 unità, registrando i livelli del 2019, quando era di +44.000, e migliore rispetto al dato del 2022, +37.100.
La domanda di lavoro complessiva si attesta su livelli superiori rispetto ai quattro anni precedenti, sia per quanto riguarda l’intero quadrimestre, che con 220.400 assunzioni segna una variazione del +4% sul 2022, sia in riferimento al mese di aprile, che conta 59.700 reclutamenti e un incremento del +5%.
Nel primo quadrimestre a crescere sono le posizioni di lavoro a tempo determinato (+24.000), tipologia contrattuale che con 157.800 assunzioni segna un aumento del +6% sul 2022. Il contratto a tempo indeterminato, invece, partecipa al bilancio complessivo con +18.900 unità, saldo che risulta superiore a quello relativo all’analogo periodo del 2022. La domanda di lavoro nell’indeterminato conta 47.400 assunzioni, dato in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+2%); il saldo relativo a questa tipologia contrattuale è quindi trainato dall’aumento delle trasformazioni dei contratti a termine e dalla diminuzione delle cessazioni dopo il boom del 2022.
L’apprendistato, infine, mostra un saldo quadrimestrale pari a +500, tutto concentrato nel mese di aprile.
L’analisi per componenti socio-anagrafiche certifica che in questi primi mesi del 2023 la domanda di lavoro è soddisfatta per circa il 41% dalla componente femminile (56% in aprile) e rispetto al 2022 aumenta in modo omogeneo per i due generi (+4%); rispetto alla cittadinanza crescono di più gli ingressi di stranieri, +11% a fronte del +2% degli italiani.
Ad essere reclutati, con contratti prevalentemente part time, sono soprattutto gli over 50 (+11% sul 2022), seguiti dagli under 30, +7%.
Il bilancio positivo delle posizioni di lavoro relativo ai primi quattro mesi dell’anno si concentra nei territori di Venezia e Verona, con rispettivamente +18.700 e +15.400 unità; queste aree mostrano un rafforzamento delle assunzioni sul 2022 del +18% e del +7%. Le altre province registrano una flessione dei reclutamenti pari al -3% e saldi più contenuti. L’unico saldo negativo si rileva a Belluno con -3.000 unità nel quadrimestre, di cui -2.100 nel mese di aprile.
A trainare le assunzioni è principalmente il settore dei servizi, che registra un +9% sull’analogo periodo dell’anno precedente, nel quale si riscontrava già una crescita del +86% sul 2021. L’industria, invece, presenta un calo del -5%, quando nell’analogo periodo del 2022 la variazione sul 2021era stata del +33%.



