Occupazione, nel 2023 in Veneto quasi 44mila posti di lavoro in più
24 Mag 2023

Occupazione, nel 2023 in Veneto quasi 44mila posti di lavoro in più

Prosegue su livelli elevati la crescita occupazionale in Veneto nell’arco del 2023, trainata principalmente da commercio e turismo. Miglior performance nella Città Metropolitana di Venezia, la quale registra +18.700 unità di lavoro.

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Dopo la severa caduta del 2020 legata alla diffusione del Covid-19 si è assistito nel mondo e in Italia a una vivace ripresa economica, che ha interessato sia gli indici di produzione che gli andamenti del mercato del lavoro. A cavallo tra la fine del 2022 e l’inizio dell’anno in corso, infatti, si sono raggiunti i massimi livelli occupazionali, con un traino importante esercitato dal lavoro a tempo indeterminato.

Anche in Veneto, secondo l’analisi pubblicata da Veneto Lavoro nella Bussola di aprile 2023, continua il trend positivo: nel primo quadrimestre del 2023 il saldo tra assunzioni e cessazioni nei tre principali contratti risulta pari a +43.900 unità, registrando i livelli del 2019, quando era di +44.000, e migliore rispetto al dato del 2022, +37.100.

La domanda di lavoro complessiva si attesta su livelli superiori rispetto ai quattro anni precedenti, sia per quanto riguarda l’intero quadrimestre, che con 220.400 assunzioni segna una variazione del +4% sul 2022, sia in riferimento al mese di aprile, che conta 59.700 reclutamenti e un incremento del +5%.

Nel primo quadrimestre a crescere sono le posizioni di lavoro a tempo determinato (+24.000), tipologia contrattuale che con 157.800 assunzioni segna un aumento del +6% sul 2022. Il contratto a tempo indeterminato, invece, partecipa al bilancio complessivo con +18.900 unità, saldo che risulta superiore a quello relativo all’analogo periodo del 2022. La domanda di lavoro nell’indeterminato conta 47.400 assunzioni, dato in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+2%); il saldo relativo a questa tipologia contrattuale è quindi trainato dall’aumento delle trasformazioni dei contratti a termine e dalla diminuzione delle cessazioni dopo il boom del 2022.

L’apprendistato, infine, mostra un saldo quadrimestrale pari a +500, tutto concentrato nel mese di aprile.

L’analisi per componenti socio-anagrafiche certifica che in questi primi mesi del 2023 la domanda di lavoro è soddisfatta per circa il 41% dalla componente femminile (56% in aprile) e rispetto al 2022 aumenta in modo omogeneo per i due generi (+4%); rispetto alla cittadinanza crescono di più gli ingressi di stranieri, +11% a fronte del +2% degli italiani.

Ad essere reclutati, con contratti prevalentemente part time, sono soprattutto gli over 50 (+11% sul 2022), seguiti dagli under 30, +7%.

Il bilancio positivo delle posizioni di lavoro relativo ai primi quattro mesi dell’anno si concentra nei territori di Venezia e Verona, con rispettivamente +18.700 e +15.400 unità; queste aree mostrano un rafforzamento delle assunzioni sul 2022 del +18% e del +7%. Le altre province registrano una flessione dei reclutamenti pari al -3% e saldi più contenuti. L’unico saldo negativo si rileva a Belluno con -3.000 unità nel quadrimestre, di cui -2.100 nel mese di aprile.

A trainare le assunzioni è principalmente il settore dei servizi, che registra un +9% sull’analogo periodo dell’anno precedente, nel quale si riscontrava già una crescita del +86% sul 2021. L’industria, invece, presenta un calo del -5%, quando nell’analogo periodo del 2022 la variazione sul 2021era stata del +33%.

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