Energy Release, Confapi: “Rivedere tetto dei 210 euro/MWh”
Il Presidente di Confapi Cristian Camisa interviene sulla necessità di abbassare la tariffa fissa dell’Energy Release per sostenere la competitività delle imprese, a fronte della diminuzione dei prezzi medi dell’energia.

“Se i prezzi dell’elettricità (PUN) dovessero rimanere ai livelli attuali fino a fine gennaio, imprese e aggregatori che hanno aderito all’Energy Release si troverebbero nella condizione di dover trasferire liquidità al GSE, invece di riceverla.
Insomma, siamo di fronte a un vero e proprio paradosso che rende la situazione delle imprese ancora più difficile, a fronte della necessità di essere competitive, anche sul piano internazionale.”
Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, il quale evidenzia alcune criticità del decreto “Energy Release”, la misura che prevede la cessione di elettricità a prezzi “calmierati” ad alcune categorie di clienti definiti come prioritari.
Per loro, infatti, è possibile stipulare un contratto della durata di 3 anni con il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) andando a bloccare una quota dell’energia consumata ad un prezzo fisso “calmierato”, indicato a 210 €/MWh.
“È necessario – continua Camisa – abbassare il tetto della tariffa fissato a 210 euro per MWh per l’acquisto di energia, visto che la scorsa settimana il prezzo medio dell’energia è stato pari a 180,35 MWh e nella giornata di lunedì 9 gennaio scorso si era attestato a 157,64 MWh.
Solo in questo modo – conclude Camisa – si verrebbe incontro alle esigenze delle aziende che da mesi sono alle prese con rincari energetici folli che ne stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza”.



