Due aziende di Confapi Treviso premiate tra le 1000 Best Performer 2023
02 Nov 2023

Due aziende di Confapi Treviso premiate tra le 1000 Best Performer 2023

Fraccaro Spumadoro Spa e Global System Integration Srl hanno ricevuto il riconoscimento annuale dal Centro studi ItalyPost

Si è tenuta venerdì 27 ottobre, presso Bhr Hotel a Quinto di Treviso, la cerimonia di premiazione de “Le 1.000 Best performer”, mille aziende selezionate secondo stringenti criteri di bilancio, oltre che societari, in diversi territori italiani, tra i quali quello della Marca Trevigiana.

Confapi Treviso è fiera di annunciare che due aziende associate hanno ricevuto questo significativo riconoscimento. A ritirare il premio, infatti, sono stati Luca Fraccaro, socio titolare di Fraccaro Spumadoro Spa di Castelfranco Veneto – nonché Presidente di Confapi Treviso – e Gianmatteo Lucchese ed Elvis Arghittu, titolari di Global System Integration Srl di Ponte di Piave. Entrambe le realtà hanno dimostrato di distinguersi per la solidità finanziaria e la performance produttiva. Questi importanti risultati sono il risultato di costanti investimenti attuati per la diversificazione del prodotto, la conquista dei mercati esteri, la formazione e valorizzazione dei propri dipendenti.

La serata è stata anche un un’utile occasione per esporre i risultati di un’indagine effettuata da Quaeris, la società di ricerca specializzata in sondaggi demoscopici e ricerche di marketing, la quale ha interrogato le imprese Best Performer selezionate da ItalyPost e L’Economia del Corriere sulle loro prospettive per l’anno prossimo.

Ne è emerso che nel 2024 la maggioranza degli intervistati prevede stabilità (43,7%) o una crescita (37,2%) rispetto all’anno corrente. In generale, le imprese ritengono di crescere più dei mercati di riferimento per il quale prevedono stabilità (53%), contenuta crescita (18%) o sensibile decrescita (29%).

Dunque, dopo il biennio d’oro 2021 e 2022 che ha viste le imprese crescere mediamente del 20% mantenendo sostanzialmente stabilità sui margini in percentuale (e vedendoli quindi crescere in valori assoluti), le 15.000 imprese Best Performer di 10 province e di altre 5 regioni tra le più industrializzate d’Italia sembrano tutt’altro che pessimiste sul prossimo anno.

Di fronte alla domanda su quali condizioni si prevedono per il prossimo anno, le imprese intervistate rispondono, prevalentemente, crescita o stabilità. Poco più di un’azienda su 10 (15,2%) prevede una decrescita per l’anno futuro, ed ancora più residuale è la percentuale di chi ipotizza azioni più drastiche, come la vendita dell’azienda (3,9%). La gran maggioranza degli intervistati prevede stabilità (43,7%), poco meno invece prevede una crescita (37,2%) rispetto all’anno corrente.

La crescita attesa è compresa per la maggioranza assoluta degli intervistati (63,3%), tra l’1 ed il 10%. In generale, ed è questo un dato interessante, le aziende intervistate confidano di performare meglio rispetto al proprio mercato di riferimento, per il quale prevedono soprattutto stabilità (53%), una contenuta crescita (18%) ed una sensibile decrescita (29%).

Ma un altro aspetto meritevole di approfondimento è relativo alle modalità con cui le imprese prevedono di crescere. Quasi il 90% dichiara di pensare ad una modalità di crescita organica, attraverso l’utilizzo di risorse proprie. Solo un’azienda su 10 (11,1%) pensa anche alla possibilità di crescere per acquisizioni. Tra chi opterà per la crescita organica, il 69,6% prevede di finanziarla con proprie risorse interne. Un quarto (24,4%) pensa di dover ricorrere a finanziamenti bancari. Residuale il ricorso a Fondi di investimento (3,8%) e tramite la Borsa (2,2%).

Fra gli altri aspetti indagati dal sondaggio c’è l’impatto dell’inflazione, che per il 92,4% delle imprese è significativo. Viene gestito prevalentemente attraverso due azioni congiunte: lo scarico dei costi sul cliente e la riduzione dei margini (50,5%). Viene poi dichiarato la esclusiva modalità di scarico dei costi sul cliente (26,2%) e la esclusiva riduzione dei margini (15,7%). La riduzione dei margini più praticata è compresa tra l’1 ed il 3% (39%). Questo mentre anche il costo del lavoro è cresciuto per il 70,1% degli intervistati, e solo un residuale 3,9% dichiara un calo, a fronte di un 26% che lo dichiara stabile.

Tra le aziende che hanno verificato un aumento del costo del lavoro, la metà segnala un aumento compreso tra 10% e 15%. Un altro tema caldo è quello del reperimento del personale: per il 60% delle aziende i lavoratori si trovano, ma con difficoltà, mentre il 34% non ne trova proprio.

(Elaborazione dati a cura di Maria Gaia Fusilli Post Media Srl – Community Corporation)

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