Occupazione in Veneto, settembre mese di miglioramento
16 Ott 2024

Occupazione in Veneto, settembre mese di miglioramento

Il saldo è in negativo, ma si registra una ripresa rispetto ai dati di un anno fa. Trend in crescita per l’industria, positivo il bilancio occupazionale dell’intero 2024. L’analisi dei dati della Bussola di Veneto Lavoro.

Un saldo mensile negativo ma con lievi miglioramenti, soprattutto rispetto allo stesso periodo di un anno fa. E’ la fotografia dell’ultima indagine della Bussola di Veneto Lavoro, che ha stilato il consueto report relativo a settembre 2024.

Come di consueto questo periodo dell’anno è caratterizzato dalla conclusione dei rapporti di lavoro attivati per la stagione estiva, ma si registra un risultato migliore rispetto a quello di settembre 2023 (-4.100 posti di lavoro a fronte dei -5.900 dello scorso anno) e un aumento delle assunzioni pari al +1%. A livello contrattuale da segnalare l’aumento nell’ultimo mese l’aumento dei contratti a tempo indeterminato (+6.000 posizioni lavorative).

Il bilancio occupazionale dell’intero 2024, dunque, si conferma  positivo (+72.900), seppure ancora inferiore a quello del periodo gennaio-settembre del 2023 (+76.458).

Le assunzioni nel periodo sono complessivamente 494.800 (-1%) e risultano in calo soprattutto per i lavoratori italiani (-5%), le donne (-3%) e i lavoratori delle fasce di età centrali (-3%); in aumento invece tra stranieri (+8%) e over 55 (+4%).

Le cessazioni ammontano a 422.000, un dato in linea con quello dello scorso anno e che evidenzia in particolare un aumento dei licenziamenti (+4%) e una diminuzione delle dimissioni (-4%).

Andamento positivo in quasi tutte le province del Veneto. Nell’ultimo mese assunzioni in aumento a Rovigo (+7,9%), Treviso (+3,2%), Padova (+1,8%) e Belluno (+1,6%), stabili a Verona (+0,6%), in calo a Venezia (-0,8%) e soprattutto Vicenza (-4,0%).

Dopo il saldo particolarmente negativo registrato nel mese di agosto, il bilancio torna positivo e in miglioramento nell’industria (+4.200 a settembre), ma non consente di recuperare i volumi registrati nel 2023. Il rallentamento della crescita occupazionale nel periodo si lega alle dinamiche negative registrate nell’industria tessile e abbigliamento, che condivide con quella calzaturiera, del legno/mobilio e conciaria un saldo negativo in contrapposizione agli altri ambiti del made in Italy, e soprattutto nel metalmeccanico.

Quest’ultimo comparto presenta un saldo positivo (+1.100) ma lontano rispetto ai risultati del medesimo periodo dello scorso biennio (+4.200 nel 2023 e +7.000 nel 2022). In controtendenza l’industria della chimica e della plastica, che mostra un saldo positivo e assunzioni in aumento. Il saldo torna positivo, dopo la battuta d’arresto registrata ad agosto, anche nell’edilizia.

Nel terziario il saldo relativo ai primi nove mesi del 2024 (+43.700) risulta lievemente meno favorevole dell’anno precedente (+45.600) ma superiore ai livelli del 2022 (+37.300). Il bilancio positivo del macro-settore è trainato dal turismo (+25.300), comparto che però registra risultati di poco inferiori al 2023 sia nel periodo che nel singolo mese di settembre.

Andamento particolarmente positivo nei servizi di pulizia, che registrano 3.300 posti di lavoro in più e un aumento delle assunzioni del 16%. Saldo mensile positivo anche nella logistica, con un risultato (+1.500) che consente una ripresa della crescita occupazionale relativa all’intero 2024.

Per l’agricoltura il saldo è di +20.500 unità, più favorevole di quello dello stesso periodo dell’anno precedente (+18.300).

Nel 2024 gli ingressi in stato di disoccupazione sono stati complessivamente 99.000, il 3% in meno rispetto all’analogo periodo dello scorso anno nonostante un lieve aumento degli inoccupati (+5%) e dei disoccupati di cittadinanza straniera (+8%).

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