Cosa conta nel mondo del lavoro per i giovani? Clima positivo ed equilibrio con la vita privata
L’indagine è stata eseguita da Excellera Intelligence, che si è rivolta alle nuove generazioni. Cresce al contempo l’impatto dell’AI sulle attività occupazionali di tutti i giorni

Quali fattori portano oggi le giovani generazioni ad accettare o rifiutare un’offerta di lavoro? E cosa cercano realmente i candidati più giovani che si affacciano al mondo del lavoro? Un rapporto realizzato da Excellera Intelligence per Grafton, brand globale di Gi Group Holding specializzato nel Professional Recruitment, approfondisce proprio queste tematiche e mette in evidenza quanto incidano elementi come la flessibilità, la coerenza valoriale, la retribuzione o l’organizzazione quotidiana in azienda.
Uno sguardo utile per comprendere non solo le dinamiche già consolidate nel mondo del lavoro, ma soprattutto le trasformazioni in atto nella relazione tra persone e lavoro per i più giovani.
Al primo posto, per il 93% degli intervistati, c’è il clima positivo al lavoro. A seguire (92%), l’equilibrio tra vita privata e lavoro. Poi (86%) i percorsi di crescita professionale e welfare aziendale (85%). Infine impiego per diversità e inclusione e impegno per sostenibilità (entrambi per il 79%).
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’avvento dell’intelligenza artificiale e il suo impatto nel mondo del lavoro è sempre più evidente, tanto che oggi solo il 14% dei lavoratori italiani si sente davvero pronto per affrontare il futuro del lavoro e appena il 10% pensa che il proprio datore di lavoro investa davvero nelle sue competenze. Il divario tra le sfide dell’intelligenza artificiale e la preparazione delle persone è ancora enorme.
Eppure, chi riceve formazione continua è molto più produttivo, leale e motivato: secondo una ricerca ADP, chi viene supportato nell’upskilling è fino a 6 volte più propenso a consigliare l’azienda come un ottimo posto dove lavorare e 3 volte più incline a definirsi altamente produttivo. Investire sulle competenze oggi significa costruire aziende più solide e preparate alle trasformazioni tecnologiche.
Se si vogliono cogliere davvero le opportunità dell’AI, secondo i ricercatori, il vero vantaggio competitivo è quello di investire sulle persone. Lavorare sullo sviluppo delle competenze non è solo una questione di formazione, ma è la chiave per far crescere valore, innovazione e fiducia, oggi più che mai.



