Primo semestre 2025: crescita trainata da micro e piccole imprese
Pubblicato il primo report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro redatto da Cnel e Unioncamere. Confermata la difficoltà di reperimento: tra il 2025 e il 2029 richiesti 3,28 milioni di lavoratori

Con il primo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia si inaugura una collaborazione strategica tra CNEL e Unioncamere volta ad approfondire il tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nel territorio nazionale. L’ambizione del Report è favorire la più ampia diffusione e comprensione dei fabbisogni occupazionali, intercettando le tendenze del mercato del lavoro. La pubblicazione è volta a informare e stimolare le politiche pubbliche in tema di orientamento al lavoro e di formazione, nonché di promozione e valorizzazione di settori e aree produttive, mediante una illustrazione fondata su dati e analisi quantitative.
Il Report si compone di due sezioni: la prima analizza i dati di breve periodo (contratti di lavoro programmati nei settori dell’industria e dei servizi nel primo semestre 2024 e 2025); la seconda fornisce previsioni a medio termine (fabbisogni occupazionali in tutti i settori economici, inclusi agricoltura e PA) per il quinquennio 2025–2029.
PRIMO TRIMESTRE 2025: IL TRAINO DELLE PMI
A trainare l’occupazione è il settore dei servizi, che assorbe oltre il 72% delle entrate complessive previste (2,94 milioni di contratti). I comparti più tradizionali, turismo, alloggio, ristorazione e commercio registrano una forte crescita rispetto al primo semestre 2024, al contrario, una contrazione significativa risulta nei comparti più innovativi: ICT (-13,4% rispetto all’anno precedente) e servizi avanzati di supporto alle imprese (-8,8%). Le micro e piccole imprese si confermano motore della crescita occupazionale.
CONFERMATA LA DIFFICOLTÀ DI REPERIMENTO
La domanda di lavoro si sta spostando verso le professioni legate ai servizi, soprattutto a bassa o media qualificazione. Permane la richiesta di operai specializzati ma con una crescita più contenuta rispetto al 2024. Le imprese fanno fatica a reperire personale (nel 48% dei casi a livello nazionale), in particolare nei settori metalmeccanico ed elettronico (59,7%) e nei servizi informatici e delle telecomunicazioni (49,5%). Le maggiori criticità riguardano ruoli tecnico-scientifici altamente specializzati.
PREVISIONI 2025-2029: RICERCATI OLTRE 3MILIONI DI LAVORATORI
Secondo le stime, nei prossimi cinque anni le imprese italiane e la Pubblica Amministrazione avranno necessità di assumere tra 3,3 e 3,7 milioni di persone di cui il 74% nei servizi. Il fabbisogno più elevato lo registrano i servizi alle persone (757-826mila) che da soli superano la richiesta dell’intero settore industriale in senso stretto.
I servizi avanzati di supporto alle imprese superano il 10% della domanda di lavoro nel settore dei servizi, mentre quelli a più alta intensità di conoscenza (ICT) restano marginali (circa il 3%).
ISTRUZIONE E ORIENTAMENT LE LEVE STRATEGICHE
Almeno il 37% dei fabbisogni riguarderà laureati, soprattutto in ambito STEM e diplomati da istituti ad alta specializzazione tecnologica. Quasi la metà dei posti di lavoro stimati saranno occupati da diplomati degli istituti tecnico-professionali.




