Occupazione, i dati di Veneto Lavoro: “2025 si chiude in crescita ma posti dimezzati rispetto a un anno fa”
20 Gen 2026

Occupazione, i dati di Veneto Lavoro: “2025 si chiude in crescita ma posti dimezzati rispetto a un anno fa”

La consueta Bussola consente di fare un bilancio sui 12 mesi appena trascorsi. Luca Fraccaro (Presidente Confapi Treviso): “Non più prorogabili misure di sostegno alla formazione del personale”

Il 2025 si chiude con un bilancio del mercato del lavoro dipendente privato in Veneto positivo per +14.600 posizioni di lavoro, ma risulta dimezzato rispetto a quello dell’anno precedente (+29.500 unità) per effetto della riduzione delle attivazioni contrattuali (-1%) e dell’incremento delle cessazioni (+1%).

L’analisi è della consueta Bussola di Veneto Lavoro, report che analizza il comparto occupazionale delle sette province.

Il singolo mese di dicembre, come ogni anno, segna un bilancio negativo (-13.000), che risulta appena più favorevole di quello dell’analoga mensilità del 2024 (-13.800), per via soprattutto delle dinamiche osservate in specifici ambiti del terziario, in particolare nei servizi turistici e nella logistica. Nel confronto con il medesimo mese dell’anno precedente, a dicembre si rileva un calo delle assunzioni (33.300, -2%) ma anche − e di volume maggiore − nelle cessazioni (46.300, -3%). Dal punto di vista contrattuale, nel 2025 il bilancio relativo al tempo indeterminato si mantiene positivo (+24.000) ma inferiore a quello del 2024 (+29.000) a seguito soprattutto della riduzione delle assunzioni (-6%).

IL COMMENTO DI CONFAPI TREVISO.

«Il 2025 che si è concluso da pochi giorni – spiega Luca Fraccaro, Presidente di Confapi Treviso – ha confermato quelle che sono le criticità sentite da tempo dalle nostre imprese. I dati di Veneto Lavoro confermano, in una dinamica comunque in crescita, un peggioramento rispetto a 12 mesi fa. È necessario, come più volte sottolineato, puntare a un patto tra aziende, enti pubblici e scuole del territorio per fare in modo che la formazione torni a essere centrale: il vero problema non è la ricerca di manodopera, ma piuttosto di personale che sappia rispondere alle esigenze del mondo economico odierno, in continuo cambiamento. In questa dinamica – conclude Luca Fraccaro chi si trova a guidare la propria attività ha bisogno di personale qualificato: è un problema non più procrastinabile».

IL TERRITORIO: TIENE TREVISO.

Il bilancio occupazionale annuo è positivo in tutte le province − eccetto quella di Rovigo −, ma risulta diffusamente in ridimensionamento rispetto al 2024. La domanda di lavoro è in diminuzione in tutti i territori, eccezione fatta per Treviso (dove è stabile) e Venezia (+3%); le maggiori variazioni negative su base tendenziale si registrano nelle province di Padova e Rovigo. In riferimento all’ultimo mese concluso, il bilancio è negativo ma con un arretramento più contenuto di quello dello scorso anno in tutti i territori, ed eccezione di Belluno (dove il saldo, trainato dall’avvio della stagione invernale, è positivo ed in miglioramento) e di Treviso (che mostra un saldo in peggioramento).

I SETTORI.

Dal punto di vista settoriale, i dati riferiti all’intero 2025 mettono in luce andamenti differenziati tra i tre macro-settori. L’agricoltura registra un bilancio annuo negativo (-660 unità) lontano dai risultati positivi dello scorso anno (+4.500); nell’ultimo mese concluso il bilancio occupazionale rimane invece stabile (-5.400). Nel corso del 2025 si osserva una crescita delle cessazioni (+9% sul 2024) di volume superiore a quella rilevata per le assunzioni (+2%). Per quanto riguarda il macro-settore industriale comprensivo delle costruzioni, si osserva un bilancio annuo (+3.600) inferiore a quello del 2024 (+5.100); rispetto allo scorso anno, infatti, si registra una diminuzione delle attivazioni (-2%) di volume superiore a quella osservata per le cessazioni (-1%). In riferimento all’ultimo mese concluso, il bilancio occupazionale del macro-settore (-7.400) è leggermente meno favorevole di quello dello scorso anno (-7.100) per via del peggioramento del saldo mensile registrato nel metalmeccanico (-2.200) e nelle costruzioni (-2.600). Anche estendendo l’osservazione all’intero anno, il saldo nelle costruzioni (+3.200) continua a rimanere al di sotto di quello rilevato nel 2024 (+4.400) a causa di un significativo calo nelle assunzioni (-3% nell’anno e -11% nell’ultimo mese). Nel metalmeccanico il saldo del 2025 (+980) è più favorevole di quello dello scorso anno (+380) grazie all’aumento delle assunzioni (+2%). Anche tra le “altre industrie” le attivazioni sono in calo (-3% nell’anno). Per quanto riguarda il made in Italy, il saldo annuo è negativo per -1.500 unità e risulta in peggioramento rispetto al 2024 (-520) soprattutto per le performance dell’occhialeria (-590 rispetto a +900 del 2024), ma anche dell’industria alimentare e del tessile-abbigliamento (-1.200, comparto quest’ultimo al traino del saldo negativo del settore, -1.500). La domanda di lavoro relativa al complesso del 2025 è diffusamente in contrazione nel made in Italy (eccetto che nel calzaturiero e nel legno-mobilio), in particolare nell’occhialeria. Nel terziario il bilancio occupazionale del 2025 (+11.700 unità) è ancora nettamente inferiore a quello dello scorso anno (+19.800), nonostante il recupero osservato nell’ultimo mese (-170 rispetto a -1.400 di dicembre 2024). L’incremento delle posizioni di lavoro nel commercio al dettaglio registrato nel corso del 2025 (+660) non eguaglia i livelli del 2024 (+3.000), analogamente a quanto accade nelle attività turistiche (+4.100), nell’ingrosso e logistica (+2.200), nelle attività professionali (+730) e nei servizi di pulizia (negativo per -290 unità). Risulta in miglioramento invece il bilancio nei servizi alle imprese. La riduzione registrata nelle assunzioni per il complesso dei servizi si estende alla quasi totalità dei settori, interessando in particolare l’ambito delle pulizie (-11%), l’ingrosso e logistica (-6%), il commercio al dettaglio (-5%) e, nel terziario avanzato, le attività professionali e i servizi informatici.

 

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