Luca Fraccaro, Presidente Confapi Treviso: “Un’Associazione di imprenditori rappresentativi nel territorio, con le istituzione ed il sociale”
Il neopresidente di Confapi Treviso Luca Fraccaro traccia le prospettive di sviluppo dell’associazione delle PMI della Marca Trevigiana, tra crescita associativa e maggior rappresentatività.

Luca Fraccaro, neopresidente di Confapi Treviso, nonché Presidente del CDA di Fraccaro e Spumadoro Spa di Castelfranco Veneto, è stato recentemente intervistato da Sabrina Danieli Franceschini di Treviso30, per presentare gli obiettivi prefissati a favore della crescita associativa e del tessuto produttivo della Marca Trevigiana.
Un’occasione utile, inoltre, per discutere dell’evoluzione del settore alimentare e delle sfide che le PMI dovranno affrontare nel prossimo futuro, tra sviluppo sostenibile, aumento dei prezzi e l’introduzione di nuove tecnologie.
Riproponiamo di seguito l’intervista al Presidente di Confapi Treviso Luca Fraccaro.
1- Lei è stato da poco eletto presidente di Confapi Treviso per il triennio 2023-2026. Quali obiettivi di mandato si è posto?
Quello che ci siamo prefissati è sicuramente l’incremento del numero degli iscritti, al fine di dare più corpo all’associazione, mantenendo però la politica “famigliare”, ossia dare importanza primaria alle relazioni tra di noi, senza troppi formalismi. In pratica, Confapi dev’essere la casa dell’imprenditore. Secondo obiettivo quello di migliorare il collegamento tra associazione – socio, tramite addetti che si dedicheranno specificatamente a contattare le aziende per capire come essere di aiuto. Terzo aspetto, essere rappresentativi nel territorio, con le istituzioni ed il sociale.
2- Secondo le rilevazioni pubblicate al Parma Food Summit sono cambiate le abitudini dei consumatori: la Generazione Z pone attenzione alla sostenibilità; i Millenials sono più attenti all’origine degli ingredienti. Come rispondono le aziende alimentari a questi cambiamenti dirompenti?
Stiamo vivendo momenti di grandi cambiamenti, e soprattutto molto velocemente. Viviamo situazioni legate alla moda del momento e situazioni che stanno cambiando modo di vivere e di mangiare. Io vedo che molte aziende alimentari – dalla grande alla piccola – si stanno evolvendo, seguendo appunto il mercato. Sappiamo tutti che, ormai, il compito dell’imprenditore è quello di guardare fuori per poi portarlo all’interno della propria azienda. Chi sarà più attento, sarà vincente nel prossimo futuro, questa è la sfida del mercato. In ogni caso io vedo che ogni cambiamento può portare difficoltà, ma anche opportunità; quindi, noi imprenditori dobbiamo essere bravi a capire dove virare, evitando la burrasca per andare verso il sereno. Ecco perchè ci teniamo molto al confronto diretto tra noi, perchè sono le idee, le esperienze che possiamo scambiarci che ci possono aiutare.
3- Secondo l’Osservatorio E-commerce B2C, nel 2022 le vendite online di food&grocery sono aumentate del 38% sull’anno precedente. Che rapporto ha la sua azienda con l’e-commerce?
Purtroppo, abbiamo visto aumenti su tutti i fronti, cosa che ci ha penalizzati enormemente, non solo sulla gestione vendite-acquisti, ma anche a dover far fronte ad un calo dei consumi, dovuto ovviamente al calo del potere di acquisto. La speculazione è una brutta bestia, e negli ultimi anni, è cresciuto di molto questo altalenarsi di prezzi, con situazioni molto pesanti per le aziende.
Tutti noi, comunque, crediamo ad un rientro dei prezzi, sicuramente legato all’andamento del conflitto Ucraina-Russia. Noi abbiamo il nostro sito e-commerce, ma collaboriamo anche con altri siti, quali per esempio Amazon. Sicuramente cresciuti moltissimo dalla pandemia, e che comunque rimarranno un caposaldo a livello globale. Diciamo un mercato parallelo, ma che anche questo ha contribuito a cambiare alcune regole.
4- Secondo ISMEA Mercati, ad oltre un anno dalla guerra, gli scenari catastrofici di aumento dei prezzi delle commodities non si sono avverati. Tutt’altro: il FAO Index rileva a gennaio 2023 che gli oli vegetali costano il 24% in meno sull’anno precedente, il frumento duro è sceso del 16,5%; il frumento tenero del 17%. Perchè, allora, i prezzi al consumo sono aumentati del 30%?
Vero che qualcosa sta calando, purtroppo bisogna in primis analizzare mercato e mercato, poi verificare se tutte le materie prime del prodotto specifico sono diminuite o meno. Le faccio un esempio: nel nostro caso è vero che qualcosa è calato, ma a controbilanciare ci sono stati gli aumenti importanti delle uova come dello zucchero. Poi un conto il costo del prodotto puro, ed un altro del prodotto lavorato, o meglio che serve a noi per la produzione.
5- Secondo il Report Coop, il 40% dei manager del settore Food & Beverage è pronto ad inserire a scaffale paste e farine da grani antichi, prodotti low carb e a maggior contenuto di proteine. Lo stesso campione dichiara che un italiano su cinque preferisce Labmeat ad alternative vegetali Plantbased. Dal suo osservatorio aziendale ed associativo, Lei come vede l’evoluzione del gusto alimentare?
Le confermo che c’è molto fermento nei prodotti proteici, quindi ad alta percentuale di proteine, stanno tirando molto, e sicuramente avranno la sua parte a scaffale, come il Plant Based ed il Labmeat. Al momento vediamo che il Plant Based, sta crescendo, e qui si trovano i consumatori più giovani, in quanto maggiormente sensibili alla sostenibilità, e preparati nell’alimentazione. Io prevedo che in futuro ci siano cambiamenti; ad esempio, sicuramente il vegetale non può che crescere, sia per l’attenzione alla dieta, sia per l’attenzione a cosa si mangia, e non ultimo per le indicazioni che stanno arrivando dalla Comunità Europea. I derivati animali comunque avranno il loro spazio, anche perchè fanno parte della nostra tradizione.



