"L'Italia in chiave di genere": le pari opportunità leva strategica per la crescita del Paese
A Venezia un incontro organizzato dalla Consigliera Nazionale di Parità. Al tavolo imprese, istituzioni, sindacati, associazioni e ordini professionali. Per l’occasione è intervenuta anche la Vicedirettrice di Confapi Venezia Selena Toso

La Sala Polifunzionale del Palazzo della Regione del Veneto a Venezia ha ospitato nei giorni scorsi il convegno nazionale “L’Italia in chiave di genere”, promosso dalla Consigliera Nazionale di Parità. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, ordini professionali, associazioni datoriali, sindacati e aziende certificate attorno a un tema che non è più rinviabile: la partecipazione femminile al lavoro come leva strategica per la crescita del paese.
Era presente la Vicedirettrice Confapi Venezia Selena Toso, intervenuta nella tavola rotonda pomeridiana in delega ai Gruppi Donne imprenditrici ConfapiD Venezia e ConfapiD Treviso. Un intervento che ha portato la voce delle piccole e medie imprese in un consesso di alto livello — e che ha dimostrato, ancora una volta, come le PMI venete siano protagoniste attive del cambiamento culturale, prima ancora che economico.
L’apertura: una cornice istituzionale forte
I lavori sono stati aperti dai saluti Filomena D’Antini, Consigliera Nazionale di Parità che ha sottolineato l’impegno dell’istituzione nel tradurre i principi della parità in politiche concrete e misurabili.
A seguire, hanno preso la parola Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, insieme ad Antonio Santocono, Presidente di Unioncamere Veneto, e ai rappresentanti dei comitati pari opportunità degli ordini professionali di avvocati e commercialisti. Un segnale chiaro: la parità di genere non è materia di un solo settore, ma una responsabilità condivisa da tutta la comunità professionale e imprenditoriale.
La tavola rotonda: voci dal sistema
Il cuore del pomeriggio è stata la tavola rotonda moderata da Francesca Torelli, Consigliera di Parità della Regione del Veneto. Un confronto serrato e ricco di spunti tra rappresentanti del Ministero del Lavoro, dell’Ispettorato del lavoro, della Direzione Lavoro regionale, dell’INPS Veneto, del mondo accademico (Fondazione CUOA e Università di Padova), di Federmanager, Manageritalia e Confindustria Veneto Est, e delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Veneto.
Dal confronto è emerso un quadro lucido e senza sconti: i dati sul divario occupazionale di genere migliorano, ma lentamente. Il nodo strutturale rimane la conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, aggravato dalla carenza di infrastrutture di cura e da una cultura aziendale che stenta ancora a riconoscere il valore della flessibilità come strumento di produttività — e non di concessione.
L’intervento di Confapi Venezia: fare sistema è la chiave
Selena Toso, Vicedirettrice di Confapi Venezia, ha portato al tavolo la prospettiva concreta delle PMI associate, partendo da un ringraziamento alle protagoniste dei gruppi di lavoro ConfapiD che incarnano ogni giorno ciò che si chiede alle imprese di diventare: reti di ispirazione, mentoring e progettualità concreta. In sala erano presenti Lugina Barbuio, Vicepresidente vicaria nazionale, Luana Teso, Presidente territoriale ConfapiD Treviso, e Cheti Ciuto, Presidente territoriale ConfapiD Venezia.
«Le esigenze delle donne di conciliazione, di flessibilità, di riconoscimento e di infrastrutture di cura – ha detto Selena Toso, Vicedirettrice di Confapi Venezia – non sono esigenze “di categoria”. Sono esigenze che si intrecciano profondamente con quelle delle nuove generazioni. È una scelta strategica per il futuro, è investire sul capitale umano di domani. E le PMI, che sono il tessuto connettivo della nostra economia, possono essere le prime a dimostrarlo concretamente».
L’intervento ha poi declinato quattro assi operativi su cui Confapi Venezia è già al lavoro, anche grazie alla partecipazione ai progetti regionali P.A.R.I. e 50&50:
- Modelli aziendali condivisi: strutture organizzative che includono la parità negli organi decisionali, percorsi di carriera equi, misure di welfare e supporto strutturato al rientro dalla maternità.
- Pratiche contrattuali innovative: contrattazione di secondo e terzo livello per intervenire concretamente sul divario salariale.
- Competenze personali di negoziazione: educazione economica e finanziaria a partire dagli istituti superiori, con attenzione specifica alle donne straniere.
- Formazione su leadership e delega: competenza strategica per le imprenditrici, spesso intrappolate nel circolo vizioso del ‘fare tutto da sola’.
La chiusura dell’intervento ha lanciato un messaggio netto, rivolto a tutta la platea: il percorso è lungo, ed è proprio per questo che nessuno può percorrerlo da solo. Serve fare sistema, agire in modo coordinato, con obiettivi condivisi. Un appello a cui tutti i presenti in sala quel pomeriggio erano chiamati a rispondere.
Le aziende certificate: dalla norma alla pratica
La sessione conclusiva ha dato voce a cinque aziende venete certificate UNI/PdR 125:2022, la prassi di riferimento sulla parità di genere nelle organizzazioni. Gruppo Veritas, Fitt, Eurointerim, Lidl Italia e Piave e Servizi hanno condiviso percorsi, strumenti e risultati concreti: dalla revisione dei processi di selezione all’introduzione di politiche di welfare, dal Family Audit alla governance inclusiva. Testimonianze preziose che hanno trasformato i principi del dibattito in esperienze replicabili.
Quello che portiamo a casa
Al termine di una giornata densa, alcuni messaggi restano con forza. Il divario di genere nel lavoro non è un problema delle donne: è un problema di sistema, che il sistema deve risolvere insieme. Le PMI — spesso sottovalutate nel dibattito pubblico — sono invece in prima linea: sono agili, sono vicine alle persone, possono cambiare prima e meglio di chiunque altro.
Confapi Venezia torna da questo convegno con la conferma di essere sulla strada giusta e con la consapevolezza che la rete costruita in questi anni — tra associazioni, istituzioni, imprese e professioniste — è la risorsa più preziosa che abbiamo. Non un punto di arrivo, ma la condizione necessaria per arrivare davvero.






