L’anno nuovo parte con aumento sia per le presenze che per gli arrivi
10 Giu 2026

L'anno nuovo parte con aumento sia per le presenze che per gli arrivi

L’aumento, su entrambi i fronti, è di oltre il 3%. Lo evidenzia Statistica Flash, realizzato dall’Ufficio Statistica regionale. A fronte di una sostanziale stabilità degli italiani, si evidenzia un incremento degli stranieri superiore al 6%

In questi giorni è uscito il numero di maggio di Statistica Flash, realizzato dall’Ufficio Statistica regionale, e interamente dedicato al turismo. I primi dati relativi al 2026 mostrano che la proposta turistica del Veneto continua a ricevere consensi.

I numeri provvisori del primo trimestre 2026 indicano un +3,1% degli arrivi e un +3,5% delle presenze, a conferma del peso che il settore turistico ha nell’economia del Veneto. A fronte di una sostanziale stabilità degli italiani, si evidenzia un incremento degli stranieri superiore al 6%.  I tedeschi, dopo la contrazione del 2024, ritornano velocemente a crescere. I dati indicano incrementi dei pernottamenti nelle città d’arte, al lago, in montagna, anche al mare, non alle terme per una contrazione degli italiani, i clienti più affezionati, non completamente compensato dall’aumento degli stranieri.

I dati riferiti al 2025 evidenziano nel territorio bellunese tutte le aree mostrano un importante aumento degli arrivi in tutto il bellunese con un picco del +15,5% sull’anno precedente nel Cadore, un +11,4% per Cortina e +11,6% per la Marmolada-Civetta. Il primo mercato risulta essere ovunque quello italiano. La crescita d’interesse da parte dei nostri connazionali appare fondamentale per l’area Marmolada-Civetta, la zona Val Biois-Agordino e in Valbelluna, mentre a Cortina gli italiani diminuiscono lasciando spazio in particolar modo agli americani. Le zone montane, assieme a quelle collinari mostrano una stagionalità dei flussi non troppo marcata e un’ampia possibilità di accogliere nuovi turisti.

Dati positivi anche per il Veronese, dove si evidenzia una crescita di turisti pernottanti in Lessinia del 16,6% sull’anno precedente. Bene anche il vicentino con un +9,5% di pernottanti nel Bassanese, e crescono anche le aree rodigine del Po e del suo delta con un +17,7%, e nel trevigiano di Asolo (+10,2). Nel veneziano si evidenzia il risultato di Chioggia che cresce del 12,1%.

Sono solo 4 le località venete che in alcuni mesi dell’anno registrano più turisti pernottanti che residenti. Sono Cavallino Treporti (Ve), Caorle (Ve), il Lago di Garda e Cortina (Bl). Tipicamente accade nei mesi estivi, tra giugno e agosto.

L’indagine ha preso in considerazione anche la provenienza dei turisti. Venezia appare l’area più aperta ai flussi internazionali (86,6%). È anche quella con la maggior occupazione dei letti: al lordo delle chiusure, cioè considerando le strutture aperte tutto l’anno, l’occupazione media giornaliera è del 39%. Cavallino Treporti, invece, vince per quota di lavoratori in ambito turistico: 44,3% e per cinque mesi, da maggio a settembre, il numero dei residenti viene superato dai turisti pernottanti mostrando una stagionalità tra le più elevate.

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