Export, crescita esponenziale a Venezia e Rovigo nel 2022
19 Apr 2023

Export, crescita esponenziale a Venezia e Rovigo nel 2022

8,85mld di euro di beni esportati nelle province di Venezia e Rovigo nel 2022. Recuperati e superati i livelli pre-pandemia grazie alla crescita del settore calzaturiero, bevande e materie plastiche.

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Corre l’export delle due province della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, tanto da recuperare e superare i livelli pre-pandemia (+39,7% a Venezia sul dato del 2019 e +15,5% a Rovigo) e posizionarsi al 10,8% dell’export regionale con 8,85mld di euro di beni esportati.

Sono questi i dati incoraggianti presentati giovedì 13 aprile scorso a Mestre, nel corso della conferenza stampa organizzata dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo. Nel corso dell’appuntamento è stato illustrato il dossier Import-export 2022 relativo ai territori di Venezia e Rovigo, con un focus sulle importazioni di materie energetiche in Italia.

Il documento, realizzato a cura dell’Ufficio Comunicazione/Statistica della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, evidenzia che l’export di Venezia e Rovigo (sommando i dati) cresce del 27,4% sul 2021 e del 33,6% sul 2019 (+2,2mld rispetto ai valori pre-covid).

A trainare le esportazioni nella Città Metropolitana di Venezia, nel 2022, sono stati il settore calzaturiero, che rappresenta il 10,2% delle esportazioni e cresce nei volumi del 27,3% rispetto al 2021 (+17,2% sul 2019), ed il settore bevande, con un peso del 7,1% sull’export provinciale e una percentuale in crescita rispetto all’anno precedente del 9,9%. A Rovigo, invece, la prima voce dell’export sono gli articoli in materie plastiche che rappresentano il 10,3% dell’export polesano in crescita del 16,1% sul 2021 (+45,2% sul 2019).

Nelle due province crescono anche le importazioni che segnano complessivamente un incremento dell’84,2% rispetto al 2021 e del 105,2% rispetto al 2019. Con una percentuale di contribuzione del 24,3% all’import regionale i territori di Venezia Rovigo sono diventati il secondo importatore a livello veneto, secondi solo alla provincia di Verona. A livello regionale, l’import del Veneto cresce del 35,3% nei valori mentre si ferma al 4,1% nelle quantità. Pesa, dunque, sulla crescita delle importazioni l’aumento dei prezzi delle materie prime ed il costo della bolletta energetica, conseguenza anche dello scoppio della guerra in Ucraina.

Il saldo import export, positivo per 9,7 mld di euro in Veneto, tuttavia, è in negativo per l’area veneziana e rodigina di 8,7 miliardi di euro. Anche in questo caso a pesare sono le importazioni di prodotti energetici, in particolare in provincia di Rovigo con il rigassificatore di Porto Tolle, oltre al fatto che, storicamente, Venezia e Rovigo sono due province meno vocate alle esportazioni, rispetto alle altre province venete.

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