Economia, Marco Zecchinel: “Anno nuovo, problemi vecchi”
13 Gen 2026

Economia, Marco Zecchinel: “Anno nuovo, problemi vecchi”

Il Consigliere di Confapi Treviso analizza l’avvio del 2026: “Costi dell’energia ancora troppo alti per le imprese italiane, svantaggiate rispetto ai competitor europei

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Peso elevato della tassazione, alto costo del lavoro e dell’energia elettrica, complessità burocratica. Sono i principali aspetti che continuano a frenare la competitività delle Piccole e Medie Imprese del Trevigiano, realtà produttive che in questo inizio del 2026 tornano a fare i conti con le ormai tradizionali problematiche.

COSTO DELL’ENERGIA E PIANO DI TRANSIZIONE 5.0

«Con una battuta – spiega il Consigliere di Confapi Treviso, Marco Zecchinelverrebbe da dire “anno nuovo, problemi vecchi” se si pensa alle difficoltà che ogni giorno un’impresa deve farsi carico per riuscire a far quadrare i propri bilanci. Nel territorio della Marca Trevigiana i nostri associati segnalano tra le principali criticità quelle relative a tasse sempre più pesanti, costo del lavoro che incide fortemente sulla produzione e burocrazia sempre farraginosa. La Legge di Bilancio 2026 ha portato in dote misure positive, come l’iperammortamento, ma manca una strategia di lungo periodo, soprattutto sul tema del costo dell’energia, che continua a penalizzare molte filiere produttive. Il divario è enorme: l’Italia paga oltre tre volte la Francia e quasi il doppio della Spagna, risultando più cara su tutte e tre le componenti della bolletta energetica. La soluzione? Ripensare a uno strumento sul modello del Piano Transizione 5.0 con fondi nazionali, con modalità meno burocratiche favorendo la diffusione di soluzioni digitali ed energeticamente efficienti che significherebbe maggiore competizione e innovazione delle nostre imprese nei prossimi due o tre anni».

MANCA PERSONALE QUALIFICATO

Altro tema centrale è quello del personale. Tanto in ambito industriale e manifatturiero quanto in quello dei servizi le aziende faticano a reperire le risorse ricercate.

«I principali report – continua Zecchinel – ci confermano quanto lamentato dalle nostre aziende: una su due (il 50%) non trova i profili che gli mancano, soprattutto quelli specializzati. Su questo, come Confapi Treviso, stiamo cercando di dare una risposta concreta, attivando collaborazioni con gli istituti professionali e tecnici del territorio, dando vita a corsi che formano figure specializzate, che poi svolgono il tirocinio direttamente nelle nostre aziende associate. Ne sono testimonianza i percorsi Logistics Manager con ITS “Marco Polo” e Full stack developer (Sviluppatore Software) con ITS “Mario Volpato”.

È una linea, questa, che andrebbe ulteriormente potenziata con un “patto” tra istituzioni, scuole e aziende».

PIL IN CRESCITA E VENETO DIETRO A EMILIA-ROMAGNA

Un ulteriore aspetto chiave è quello del Prodotto Interno Lordo.

«Nel 2026 aggiunge ancora Zecchinel – il Pil nominale dell’Italia supererà i 2.300 miliardi di euro anche grazie agli investimenti del PNRR e a consumi in recupero, con una crescita prevista dall’Istat allo 0,8%. Se a livello regionale lo sviluppo del nostro Paese, nel 2025, è stato trainato principalmente dal Veneto, per l’anno in corso si prevede che la locomotiva del Paese sarà l’Emilia Romagna: è un aspetto che deve fortemente far riflettere chi governa Palazzo Balbi. Le aziende, su questo fronte, sono seriamente preoccupate da quanto accade a livello internazionale, con le ripercussioni dei dazi sull’export.

Le Pmi – conclude Zecchinel – sono centrali per il mantenimento del nostro ruolo a livello europeo: lo Stato deve concentrare su queste filiere tutti gli sforzi necessari». 

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