Bollettino socioeconomico di Primavera: come sta il Veneto?
L’indagine congiunturale è stata redatta dall’Ufficio Statistica della Regione del Veneto, che ha preso in esame i principali parametri di riferimento: imprese, interscambio commerciale, turismo, giovani e istruzione, mercato del lavoro, ambiente, popolazione e società.

A marzo 2026, a livello nazionale, l’indice di fiducia delle imprese registra una minima riduzione, sintesi di un miglioramento nel comparto dell’industria e dei servizi di mercato e un netto peggioramento delle valutazioni nel settore del commercio al dettaglio. Parte da qui l’analisi che l’Ufficio Statistiche della Regione del Veneto ha redatto per la Primavera 2026, utile a fotografare l’andamento dei vari settori che riguardano le sette province. Di seguito una sintesi che riguarda i principali indicatori.
IMPRESE: IL CONTESTO
Il primo trimestre del 2026 si chiude con una riduzione del numero di imprese attive in
Veneto: le imprese attive venete alla fine del primo trimestre del 2026 si attestano sulla soglia delle 413 mila unità e nei primi tre mesi dell’anno si registra un calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Quasi stabile, invece, l’andamento congiunturale della base imprenditoriale regionale (-0,3% rispetto al trimestre precedente). La riduzione di imprese attive con sede in Veneto riguarda tutti i macrosettori economici a eccezione del comparto dei servizi che presenta un bilancio complessivo in leggera crescita. La contrazione risulta sensibile nell’industria e nel settore agricolo. Il comparto delle costruzioni fa registrare la dinamica negativa più marcata, pesa la riduzione della domanda proveniente dal settore residenziale e l’impatto della guerra in Medio Oriente che si ripercuote nella catena degli approvvigionamenti e sui prezzi.
INTERSCAMBIO COMMERCIALE
I dati provvisori sull’interscambio commerciale relativi al 2025 evidenziano una dinamica
pressoché stabile delle vendite di beni verso l’estero realizzate dalle imprese presenti in Veneto: l’export registra un leggero calo dello 0,2%, pari a una contrazione di 191 milioni di euro rispetto allo all’anno precedente. Le tensioni geopolitiche che stanno caratterizzando i nuovi scenari internazionali sembrano aver provocato in Veneto un impatto negativo maggiore rispetto ad altri territori (+3,3% il dato medio nazionale).Tale performance è sintesi di dinamiche negative in quasi tutti i settori, con l’eccezione per le vendite estere delle produzioni agroalimentari (+4,8% su base annua), dei macchinari (+1,5%) e del comparto orafo (+2,4%). Quanto ai mercati di destinazione, si segnala una ripresa del fatturato estero nei primi due mercati di riferimento (+1,1% in Germania, pari a +110 milioni di euro rispetto al 2024, +2,3% verso la Francia). In termini di valore, l’incremento più consistente dell’export viene registrato in Spagna (+284 milioni di euro). Positiva anche la dinamica dell’export verso la Polonia: +227 milioni di euro su base annua.
Invece, le vendite verso gli USA (-6,4%) e il Regno Unito (-15,6%) registrano una sensibile contrazione. Dopo alcuni anni, torna il segno negativo anche per le cessioni di beni effettuate nel mercato turco (-8,4%).
TURISMO: BATTUTO OGNI RECORD STORICO
Nel complesso, l’anno 2025 si chiude con dati superiori al 2024, diventando così il nuovo record storico delle statistiche sul turismo in Veneto: 22 milioni di arrivi (+2,3%) e 74 milioni di presenze (+0,9%). Questo si verifica grazie ad un interesse in crescita sia da parte dei turisti italiani (+0,2% delle presenze), sia dei turisti stranieri (+1,2%). Si evidenziano risultati positivi sia per il comparto alberghiero (+0,3%) sia per le strutture extralberghiere (+1,4%). Gli alberghi accolgono la maggior parte dei clienti (56,8%), registrando il 41,4% dei pernottamenti complessivi. In tutti i cinque comprensori, che caratterizzano l’offerta veneta, si assiste ad un incremento degli arrivi e delle presenze. La maggior parte dei turisti giunge in Veneto per visitare una città d’arte, destinazione che ha registrato un +0,9% delle presenze. I comuni costieri con molti meno arrivi giungono allo stesso numero di pernottamenti, grazie ad una più lunga permanenza nei luoghi di villeggiatura (in media 5,7 notti).
GIOVANI E ISTRUZIONE
Continuano a diminuire i Neet e in Veneto si registra una tra le migliori situazioni in Italia. Nel 2025 i 15-29enni non inseriti in un percorso scolastico/formativo e non impegnati in un’attività lavorativa sono 60.300, il 7% in meno dell’anno prima e ben il 42% in meno del 2018. La quota sulla popolazione in età 15-29 anni è pari all’8,3%, il quarto valore più basso tra le regioni italiane e supera già il target europeo della quota al massimo del 9% entro il 2030. Continua a diminuire il gap di genere rimanendo più alta la quota di Neet tra le donne e molti di più sono gli stranieri in questa condizione: nel 2024 a fronte del 7% italiani che vivono in Veneto si conta circa un quarto dei 15-29enni stranieri residenti.
MERCATO DEL LAVORO
Dopo la forte espansione post-Covid, il motore occupazionale del Veneto rallenta ed entra in una fase di stabilizzazione registrando sempre livelli occupazionali alti. Questo cambio di passo è un fenomeno fisiologico che ha esaurito la sua spinta iniziale, riconducibile principalmente al ritorno alla normalità dei cicli economici, all’esaurimento degli effetti eccezionali del recupero e all’adeguamento delle imprese a una crescita più sostenibile. Sono 2.201.570 coloro che lavorano, ovvero l’1,3% in meno del dell’anno precedente, ed il tasso di occupazione, pur mantenendosi alto, è pari a 69,3% rispetto al 70,2% dell’anno prima; a diminuire è in particolare la componente femminile che registra un calo di 2,4 punti e un indice che scende al 60,7% contro il 62,3% del 2024. Si sottolinea, però, che, rispetto al 2019 (prima dello scoppio della pandemia), il numero di occupati presenti nel mercato del lavoro veneto sono il 2,2% in più ed il tasso di occupazione è quasi due punti percentuali al di sopra. Sebbene i disoccupati aumentino, il tasso di disoccupazione resta a livelli fisiologici: le persone in cerca di occupazione sono 77.800, il +14,1% rispetto all’anno precedente, e il tasso sale al 3,5% rispetto al 3%.
AMBIENTE
La produzione di energia elettrica in Veneto, subisce un calo progressivo dal 2005 fino al 2011 a causa della contrazione del settore termoelettrico tradizionale. Le fonti rinnovabili crescono fino al 2014, per poi mantenere un andamento altalenante dovuto alla variabilità del settore idroelettrico, che ne copre la maggiore quota. Permane una situazione di deficit produttivo rispetto al consumo colmato dall’importazione di energia che raggiunge il picco di 18,5 TWh proprio nel 2011. Nel 2024, ultimo anno disponibile, il saldo import-export copre ancora oltre il 49% della domanda complessiva di energia elettrica. Focalizzando l’attenzione nel 2024 sui consumi finali per settore, l’industria è al primo posto assorbendo da sola quasi il 50% del totale.
Seguono il settore terziario con il 28% e quello domestico con il 19,5%.
POPOLAZIONE E SOCIETÀ
In Veneto, nel 2023, i posti disponibili nei servizi socioeducativi per la prima infanzia sono 35,6 ogni 100 bambini di 0-2 anni, più che a livello nazionale (31,6%), superando l’obiettivo fissato a livello nazionale dai livelli essenziali di prestazione (33%). Consistente la prevalenza dei servizi a titolarità privata: dei 35,6 posti disponibili ogni 100 bambini, 23 sono privati e solo 12,6 a titolarità pubblica. Il dato di copertura del servizio è una media che sintetizza situazioni molto diverse sul territorio. I comuni capoluogo hanno, nel complesso, una dotazione che supera di 10,5 punti percentuali quella media del resto dei comuni (41,8% vs 35,4%).
Tuttavia, un comune senza posti disponibili può garantire accoglienza ai residenti tramite accordi con comuni vicini. La domanda è in forte crescita: nel 2023, il 55% delle strutture che erogano servizi alla prima infanzia vede un aumento delle richieste e oltre un servizio su due non riesce ad accoglierle tutte.



